Direttore di Redazione: Dott. Arturo Bianco  

 

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Un nuovo ruolo per il Terzo settore?

Di Daniele Perugini 


Il Terzo settore è una realtà che, superata la logica della mera alternativa allo Stato e al Mercato, è oggi permeata in ogni ambito della nostra società, seppur conservando le proprie caratteristiche di base. Con l’emanazione del Codice del Terzo settore si sta probabilmente aprendo una nuova fase nel lungo percorso che, da sempre, vede interagire tali corpi intermedi con le nostre comunità. Quale ruolo potranno avere tali organizzazioni e quali rapporti con le amministrazioni pubbliche?

Il principio associativo e lo spirito di aggregazione, in tutte le fasi della storia anche pre-unitaria del nostro Paese, attraverso l’esperienza dei cosiddetti corpi intermedi, in special modo quelli che operano in regime di no profit, hanno costituito un patrimonio di sicuro valore come elemento fondativo e strutturale della nostra società.

GLI ESCLUSI

Vi sono esclusioni dalle possibilità di stabilizzazione?

Sulla base delle previsioni di cui all’articolo 20 del D.Lgs. n. 75/2017 non possono essere stabilizzati i dirigenti (tranne quelli medici ha aggiunto la legge n. 205/2017); i dipendenti assunti ex articolo 110 del D.Lgs. n. 267/2000 (senza differenze tra commi 1 e commi 2); il personale utilizzato negli uffici di staff degli organi politici (anche se assunto sulla base di leggi regionali) e coloro che sono stati utilizzati sulla base di un contratto di somministrazione.

LE CAPACITA’ ASSUNZIONALI PER LE STABILIZZAZIONI

Anche il 50% del taglio che l’ente opera sulla spesa media per le assunzioni flessibili del triennio 2015/2017 deve essere destinato ad assunzioni con procedure ordinarie?

Le capacitò assunzionali che gli enti possono destinare alle stabilizzazioni ex articolo 20 del D.Lgs. n. 75/2017 hanno due provenienze: fino al 50% delle capacità assunzionali dell’ente del triennio 2015 e 2017 e fino al 100% della spesa media per le assunzioni flessibili del triennio 2015/2017. Tale seconda voce può essere destinata per intero alle stabilizzazioni

LA STABILIZZAZIONE DIRETTA

Possono essere stabilizzati i collaboratori coordinati e continuativi che hanno maturato almeno 3 anni di anzianità presso l’ente locale?

La stabilizzazione diretta di cui al comma 1 dell’articolo 20 del D.Lgs. n. 75/2017 richiede la maturazione di almeno 3 anni di anzianità presso lo stesso ente come lavoratore subordinato. Sulla base delle previsioni di cui al comma 2 del citato articolo i cococo possono partecipare ai concorsi riservati per le stabilizzazioni

L’incentivo delle funzioni tecniche

Di Arturo Bianco


Arrivano le prime indicazioni da parte delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti sull’applicazione delle disposizioni che regolamentano la incentivazione delle funzioni tecniche dopo le novità introdotte dalla legge n. 208/2017, cd di bilancio 2018, che ha con il comma 526 introdotto delle modifiche all’articolo 113 del D.Lgs. n. 50/2016. Sono fino ad ora state rese note due deliberazioni di sezioni regionali: ambedue considerano queste risorse al di fuori del tetto del fondo. Una ci dice che questi incentivi vanno nel fondo per la contrattazione decentrata, ma al di fuori del suo tetto. L’altra ci dice che queste risorse non vanno inserite nel fondo per la contrattazione decentrata.

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Il lavoro a part-time ed i suoi riflessi sul trattamento di quiescenza

a cura di Francesco Disano

Molte  spesso coloro che aspirano al pensionamento stentano nel riuscire a capire se ed in quale misura il lavoro part-time possa incidere sulla prestazione pensionistica. In  realtà, contrariamente a quel che  si  possa pensare, il rapporto di lavoro part-time, non sempre allontana la data di accesso alla quiescenza, anche se, occorre precisarlo, influisce sempre in senso negativo sulla determinazione della misura della stessa, considerato che la retribuzione percepita dal dipendente è inferiore e ciò inevitabilmente si ripercuoterà sulla rendita pensionistica.

Gli incentivi per le funzioni tecniche entrano nel tetto del fondo per la contrattazione decentrata?

La risposta è sicuramente positiva per gli incentivi che devono essere corrisposti per l’anno 2017, sulla base delle indicazioni fornite dalla sezione autonomie della Corte dei Conti. A partire dal fondo 2018 la risposta sembra negativa sulla base delle previsioni dettate dalla legge n. 205/2017, ma tale lettura attende di essere confermata, stante la non chiara formulazione del testo delle disposizioni.

Nel comune il numero dei dipendenti in servizio nel 2018 diminuirà rispetto all’anno 2017. L’ente deve tagliare in misura proporzionale il fondo per la contrattazione decentrata?

A partire dallo 1 gennaio 2017, sulla base delle previsioni dettate dal D.Lgs. n. 75/2017, le amministrazioni pubbliche non devono più ridurre il fondo per la contrattazione decentrata in misura proporzionale alla diminuzione del personale, neppure tenendo conto delle capacità assunzionali.

Il fondo per le risorse decentrate del 2018 può superare il tetto del fondo dell’anno precedente?

Sulla base delle regole dettate dal D.Lgs. n. 75/2017 il fondo per le risorse decentrate non può superare quello dell’anno 2016. Tale vincolo, ferme restando le possibili deroghe che potranno essere dettate dal nuovo CCNL, si applica a partire dal fondo del 2017 ed è destinato a produrre i suoi effetti anche nel 2018 e negli anni successivi.

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Le capacità assunzionali delle amministrazioni locali e regionali

a cura di Arturo Bianco

Il tratto distintivo della legislazione degli ultimi anni e della legge n. 205/2017, cd di bilancio 2018, in materia di assunzioni di personale da parte delle regioni e degli locali è costituito dall’ampliamento delle capacità assunzionali in modo differenziato. Non si può non sottolineare che la ripetuta modifica delle regole, addirittura talvolta in moro ripetuto anche nello stesso anno, solleva numerose difficoltà operative e soprattutto rende difficile la programmazione pluriennale del fabbisogno del personale.

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